Le cadute rappresentano una tipologia di evento avverso particolarmente frequente negli ospedali e nelle case di cura, con un rischio trasversale che riguarda il personale della struttura sanitaria, i pazienti, gli utenti dei servizi, i famigliari in visita.
Tra le cause più frequenti si trovano pavimentazioni e scale sdrucciolevoli o resi scivolosi quando bagnati.La Raccomandazione Ministeriale n.13 del 2011 per la prevenzione e la caduta del paziente nelle strutture sanitarie stima che “circa il 14% delle cadute in ospedale sia classificabile come accidentale, ovvero possa essere determinata da fattori ambientali (esempio: scivolamento sul pavimento bagnato)”.

Necessario prendersi cura di chi si prende cura

Parallelamente, le statistiche relative agli infortuni sul lavoro degli operatori socio-sanitari evidenziano che le cadute da scivolamento o inciampo incidono per quasi un quarto sul totale degli eventi infortunistici sul lavoro.
Un dato interessante arriva anche dalla recentissima pubblicazione “Prendersi cura di chi si prende cura”, un volume pubblicato da ANMIL nel 2015 con il patrocinio del Senato della Repubblica: sfogliandolo, emerge che le più alte incidenze si riscontrano proprio tra le assistenti e infermiere che si prendono cura di anziani o disabili sia in forma non residenziale che residenziale. La varietà e complessità dei compiti, gli sforzi da sollevamento e spostamento dei pazienti, il confrontarsi con situazioni di urgenza sono fattori che accentuano l’esposizione al rischio di scivolamento per questa categoria, tanto più quando le condizioni ambientali possono risultare precarie.

Le responsabilità della struttura verso terzi

Garantire globali e adeguate condizioni di sicurezza risulta essere indispensabile ovunque, a maggiore ragione in contesti in cui vanno tutelate e salvaguardate la salute dei pazienti e del personale di cura.
Ma bisogna considerare inoltre che, in quanto luogo pubblico accessibile da famigliari e visitatori, la struttura di cura ha la responsabilità di prevenire che l’area del bene in custodia possa configurare situazioni di pericolo verso soggetti terzi. I quali, in caso di scivolamenti e infortuni, potrebbero naturalmente rivalersi sulla struttura con cause e richieste di risarcimento e il conseguente danno d’immagine.
Ecco allora che quello della valutazione della sicurezza delle superfici potenzialmente scivolose è un tema complesso e tutt’altro che trascurabile sotto svariati punti di vista.

Come eliminare il rischio scivolosità nei luoghi di cura?

Non a caso l’argomento delle cadute in ospedale è stato nei giorni scorsi al centro del workshop “La sicurezza dei pavimenti nella strutture ospedaliere e il contributo delle nanotecnologie ai luoghi di cura” tenuto da R&R Group in occasione del Forum sulla Non Autosufficienza, salone che per due giorni ha riunito a Bologna il welfare italiano.

Nell’intento di fare chiarezza sull’argomento e di suggerire soluzioni per intervenire e risolvere il problema, il seminario ha approfondito le normative di riferimento in tema di antiscivolo illustrando anzitutto i requisiti previsti per legge per le pavimentazioni nei luoghi pubblici e di lavoro, richiamati dal Dm 236/89 e dal più recente Dl 81/2008. Grazie a casistiche ed esempi pratici, è stato proposto un confronto tra i sistemi usuali utilizzati per tamponare il problema della scivolosità (mattonelle antiscivolo, striscie e tappetini, resine, pavimenti acidificati) e le soluzioni antiscivolo di nuova generazione.
Il seminario ha puntato i riflettori sull’innovativo trattamento professionale Tekno Touch: una tecnologia che permette di intervenire su ogni tipologia di pavimentazione minerale esistente con una soluzione affidabile, durevole nel tempo (garantita per 20 anni) e non invasiva sia in termini estetici che in termini di gestione del cantiere.
E’ stata ribadita, in conclusione, l’importanza di poter fare affidamento su una certificazione fornita da laboratorio terzo che attesta le proprietà antiscivolo della superficie trattata. Tale documentazione, rilasciata a supporto del trattamento, è importante non soltanto per rendere noto all’utenza e alla collettività l’impegno concreto della struttura nel promuovere adeguate condizioni di sicurezza negli ambienti di cura, ma anche per consentire alla struttura di mettersi al riparo da possibili conseguenze negative  – sotto il profilo legale e di immagine – in caso di cadute in ospedale per scivolamento.